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Ecobonus 110%, ma per pochi fortunati.

La possibilità di utilizzare il super bonus del 110%, che per chi ci riesce  significa un regalo di  decine di migliaia di euro (46 mila per ogni appartamento per la parte energetica e 96 mila per la parte  sismica) richiede per gli immobili condominiali il passaggio da diverse assemblee.

E’ come vincere un terno al lotto a spese dei nostri nipoti o meglio  dei nipoti di chi non vince la lotteria.

Purtroppo l’attuale situazione  di   pandemia che si protrae da oltre 7 mesi  rende le assemblee condominiali pericolose e costose nella organizzazione.

Gli edifici in  condominio   in Italia sono oltre 1.200.000, ci vivono  40 milioni di  persone.

L’unica possibilità priva di rischi per la salute è la conduzione in tele assemblea, il mio studio ne ha già tenute oltre 100 con grande partecipazione e gradimento.

In tal modo nessun rischio per la salute, nessun rischio penale per il presidente dell’assemblea e l’amministratore, nessun costo aggiuntivo, nessuna necessità di spostamento, stante tra l’altro il coprifuoco in alcune regioni.

Le norme recentemente introdotte (DL 104/20) sono complesse  anche se  per alcuni versi,  a mio parere,  possono legittimare la tenuta in modalità telematica delle assemblee.

Sono tra i pochi giuristi, debbo dirlo, che  sostiene  questa possibilità, ma in buona compagnia del consigliere di Cassazione  della III sezione che ha sposato analoga  interpretazione e con motivazioni ben più profonde delle mie.

Condividono la possibilità delle assemblee on line con  altri due giuristi che scrivono con me sul Sole 24 Ore, il dr. Glauco Bisso di Genova e l’avv.to Rosario Dolce di Palermo.

Siamo mosche bianche in un mondo di  giuristi  prevalentemente  rivolti ad una interpretazione, legittima, delle norme che guarda però al passato remoto.

In fondo i vetturini inglesi si opposero  nell’ottocento al telegrafo ritenendo che con i loro cavalli avrebbe potuto fare di meglio  nel recapitare le comunicazioni.

Sappiamo come è finita, sono morti  sia i vetturini che i cavalli e il telegrafo  ha collegato  i continenti.

Certo l’alternativa non fu  il segnale degli indiani con il fumo, ma questa è un’altra storia.

Assemblee condominiali on line: nulla cambia rispetto al passato nella fase emergenziale

La legge 13 ottobre 2020, n. 126, di conversione del D.L. 14 agosto 2020, n. 104, ha introdotto, negli art. 63  e 63 bis, alcune sostanziali  modifiche  ad alcune norme  dell’istituto condominiale, all’art. 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 e la proroga di termini per  gli adempimenti anti incendio di cui al DM 25/01/2019.

Per quanto riguarda il codice civile sono stati modificati gli   artt. 66 disp. Att.  e il n. 10 del comma uno del 1130 c.c. All’articolo 66 disp. att. oltre che alla modifica del comma  3 è stato introdotto un nuovo comma, il numero  6.

La modifica all’art. 119 DL 34/20   consente che le delibere  dell’assemblea  del condominio <<aventi per oggetto l’approvazione degli interventi di cui al presente articolo e degli eventuali finanziamenti finalizzati agli stessi, nonché l’adesione all’opzione per la cessione o per lo sconto di cui all’articolo 121, sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio». Disposizione quindi   con effetti limitati.

Le norme introdotte agli art. 63 e 63 bis sono di due tipi: alcune strutturali, altre  contingenti e legate alla emergenza coronavirus.

Questa distinzione è importante perché diversamente  l’interpretazione rischia di essere fuorviante.

Sono sicuramente norme emergenziali e che quindi  perderanno efficacia, o appena  cessa l’emergenza  o nel momento in cui la norma di riferimento ha esaurito  la sua operatività,   le modifiche all’art. 119 del DM 34/20, al DM  25/01/2019 e al numero 10) dell’articolo 1130 c.c.

Sono invece norme strutturali  che entrano a far parte integrale del codice civile  quelle  relative al comma  3 e 6 dell’art. 66 disp. att.

Sia le une che le altre  sono norme  scritte in pessimo linguaggio giuridico,  contraddittorie per alcuni versi e di non facile interpretazione. Scrive Antonio Scarpa, con piena ragione, che non c’è lacuna o incertezza giuridica  che un maldestro legislatore non possa peggiorare, aggiungo io che   ormai, in modo   sistematico,  qualsiasi  norma introdotta crea caos e totale disorientamento tra gli operatori del diritto.

            La responsabilità di  aver preteso un intervento del legislatore   diretto a regolare e introdurre  assemblee condominiali on line è da imputare  alla  scarsa fiducia nelle proprie capacità professionali da parte  degli amministratori di condominio e nella difesa corporativa, del loro spirito di  conservazione dell’esistente, e per giunta con forme culturali regressive, che ha caratterizzato le organizzazioni professionale. Analogo  atteggiamento  di retroguardia hanno assunto le organizzazioni della proprietà, salvo una rara eccezione, ritenendosi  i condomini una categoria  non al passo con le nuove tecnologie.

Invece di confrontarsi con una realtà in evoluzione e aggiornarsi per   essere al passo con i tempi si è preferito  attardarsi su posizioni di retroguardia invocando interventi legislativi. Interventi avvenuti che hanno fatto più danno di quanto ci si aspettasse.

Detto ciò entriamo nel merito della possibile  conduzione delle assemblee  telematiche.

Se la norma introdotta è  una norma strutturale e non emergenziale, se quindi il sistema di  conduzione, in analogia con quanto previsto dal comma 4 dell’art. 2370 c.c. consente, al verificarsi di alcune pre condizioni, la tenuta in forma telematica della assemblea, e quindi è una norma non emergenziale, allora nulla cambia rispetto al passato con riferimento al momento eccezionale determinato dalla epidemia in atto.

Prima della modifica  di cui  al DL 104/20  si discettava sulla possibilità di una assemblea condominiale on line   in un istituto, quello condominiale,  che non la prevedeva (ma che neppure la escludeva).  

Si è ritenuto, con ampie e ragionevoli analisi giuridiche,   che le norme emergenziali, e in particolare  il D.L 18 del 17/03/20 agli  artt.  73 (enti , fondazioni ecc.) e 106 (società),   legittimassero la modalità della assemblea telematica trattandosi di disposizioni emergenziali   dirette a   tutelare la salute,   bene non negoziabile e costituzionalmente garantito. 

Ora, a maggior ragione, avendo acquisito che  non esistono, in situazioni di normalità, ostacoli concettuali o di sistema o ontologici   nell’istituto condominiale e nella sua natura, che possano impedire, a certe condizioni, di tenere  l’assemblea in forma telematica, allora,  dovendo fare ancora i conti con norme  eccezionali  emergenziali che vogliono impedire,  in via prudenziale,  il contatto fisico, non si vede perché i ragionamenti di  allora non abbiano acquistato maggior valore.

Quindi nulla è cambiato in peggio rispetto a prima, oggi è possibile, finché dura la emergenza, tenere assemblee condominiali  in forma telematica,  forma,  ripeto, ora regolata dal novato art. 66 disp. att. per le situazioni post emergenza.  

Acquisita la  possibilità, in emergenza imperante, della conduzione telematica, entriamo ora nel merito del contenuto ordinario  della norma.

Due aspetti  a mio parere  meritano attenzione.

Il primo, una assoluta novità per l’istituito condominiale:  si è  dato valore regolamentare ad un atto negoziale  recettizio e  condizionato  al perfezionamento per successiva adesione. E’ indiscusso  il principio che la sede in cui si prendono decisioni  condominiali valide è solo  l’assemblea, un accordo extra assembleare, può avere  valore tra le parti, ma non può supplire all’atto della formazione della volontà nella sede assembleare.

Ora si è introdotta la possibilità di  modifica del regolamento con due strumenti, l’uno tipico dell’istituto, l’assemblea che consente la nuova modalità di conduzione dell’assemblea, l’altro   extra  assembleare, il consenso  individuale totalitario preliminare.

Il secondo modo di introdurre la possibilità di tenere, normalmente,  le assemblee in forma telematica è la  previsione  regolamentare.

Il  secondo modo  non fa sorgere problemi di sorta: se è regolare la convocazione, se si raggiunge la maggioranza  necessaria, è possibile  prevedere,  senza limiti di tempo, la forma telematica  dell’assemblea.

La raccolta individuale del consenso  pone dei problemi operativi e interpretativi oltre che delle difficoltà oggettive di reperimento della necessaria unanimità.

Ne indico alcuni. La norma fa riferimento ai condomini e quindi in caso di comproprietà il consenso deve essere prestato da tutti i comunisti e in caso di dissenso tra gli stessi  è necessario  che ricorrano alla procedura prevista per la comunione di cui all’art. 1106 c.c.

Altro aspetto riguarda la forma del consenso, nel nostro ordinamento vige il principio della libertà delle forme negli atti negoziali là dove non  esista una apposita limitazione prevista dalle  norme (art. 1325 e 1350 c.c.). Nei casi in cui la forma del negozio non è sostanziale la forma scritta facilita la prova.

Quindi il consenso può essere acquisito con qualsiasi   modalità: forma scritta, mail,  messaggio  elettronico, telefonata, telegramma, fax  o addirittura verbale.

Che fare dunque?

Nella fase emergenziale  a mio parere è possibile tenere  le assemblee in forma telematica, ma se si vuole  essere più realisti del Re  la strada da seguire è quella del recepimento unanime dei consensi, ma è una strada irta di difficoltà e votata quasi sempre  all’insuccesso.

Per la stragrande maggioranza dei casi invece conviene, urgentemente, per evitare rischi, convocare una assemblea condominiale con all’ordine del giorno il solo punto della modifica del regolamento, modifica che può essere deliberata  con la maggioranza del secondo comma dell’ articolo 1136 c.c.

Sia del modello di prestazione del consenso che della lettera di convocazione allego un possibile modello.

Vincenzo Vecchio

Convocazione assemblea straordinaria

L’emergenza coronavirus e le norme emergenziali quest’anno non rendono possibile  organizzare una assemblea con la presenza in sala e purtroppo dovremo rinviare anche la parte conviviale che vedremo di organizzare al cessare dell’emergenza. Abbiamo dovuto prevedere l’assemblea degli associati  in modo telematico anche a tutela della loro salute. La sede fisica dell’assemblea  disponibile su prenotazione è Via Serioletto 3/b Palazzolo s/O.

Ci rendiamo conto della difficoltà che alcuni possono avere nell’uso del  nuovo sistema, ma è l’unico modo consentitoci dalla norme per svolgere tutto in sicurezza.  Abbiamo comunque allestito, presso la nostra sala riunioni  delle postazioni per alcuni associati che  hanno difficoltà all’uso dei mezzi informatici, ma è necessario che ce lo comunichino almeno 4 giorni prima della riunione.

L’assemblea è convocata per il giorno 14/10/20 alle ore 12 in prima convocazione e alle ore 17,30 del giorno 15 Ottobre in seconda convocazione.

Per collegarsi in remoto  da computer, tablet o smartphone selezionare si faccia riferimento alle indicazioni allegate alla lettera di convocazione, seguendo quelle indicazioni si può accedere anche tramite telefono. 

Se avete bisogno di ulteriori istruzioni chiedeteci pure e vedremo di consentirvi comunque una partecipazione con i nostri strumenti informatici o dandovi l’assistenza necessaria.

Ordine del Giorno

Ore 17,30

  1. Approvazione bilancio consuntivo 2019 e preventivo 2020
  2. Modifica dello statuto e adeguamento alle nuove norme
  3. Ecobonus  e sisma bonus al 110%. E’ possibile  rifare tetto, facciata, centrale termica, installare pannelli solari ecc. senza spendere nulla? (arch. Massimo Vecchio e ing. Gianluca Vecchio)
  4. Il sistema delle detrazioni fiscali per il recupero edilizio.  Come funziona lo sconto in fattura,  la cessione del credito, il recupero fiscale diretto ( rag. Bisesti Umberto)
  5. L’attualizzazione dello sconto nella fattura o nella cessione. (rag. Alberto Bonetti)
  6. Imprese, offerte e responsabilità (avv.to Giorgio Guzzi)
  7. I vizi  costruttivi e i danni conseguenti un cattivo appalto (avv.to Giangiacomo Alborghetti)
  8. La riduzione del canone di locazione, come fare (avv.to Federica Medri)

                                                                                                Il Presidente Provinciale

                                                                                                     (Dott. Vincenzo Vecchio)

Palazzolo sull’Oglio 24/09/20

Quota 100… assemblee on line e un primo provvedimento del Tribunale fallimentare di Milano

Sono cento le assemblee telematiche tenute da uno studio bresciano con risultati lusinghieri: nessuna impugnativa, partecipazione superiore a quelle  in forma fisica, sia per millesimi che per teste.

Inoltre grande gradimento dei condomini e in particolare dei residenti in località distanti dal condominio, qualcuno all’estero.

 Gli episodi più commoventi quello dell’immune depresso, che da anni non può lasciare il domicilio, e che  è stato felice, finalmente, di poter incontrare,  anche se virtualmente, gli altri condomini,  l’amministratore  e poter decidere  sul suo immobile senza dare deleghe.  

Abbiamo assistito ad episodi  di solidarietà eccezionali, chi non era in grado di collegarsi lo ha fatto insieme  ad altri condomini e qualche condomino anziano si è fatto assistere dal nipotino.

Risultati sperimentali quindi positivi e piena promozione della modalità telematica.

Basta sapere organizzare le assemblee, utilizzare sistemi idonei e semplici e  consentire eventualmente e senza costi aggiuntivi almeno il collegamento audio.

Possiamo decidere se restare ancora  indietro rispetto alla realtà che si evolve  o adeguarci facendo anche un’opera sociale  di  formazione culturale  soprattutto per quella parte di  popolazione meno tecnologicamente attrezzata o ai margini dei nuovi sistemi di comunicazione e che rischia di esser esclusa  dalle innovazioni.

Ormai , anche e non solo a causa del coronavirus, la comunicazione  con sistemi  internet ha fatto salti da gigante, l’epidemia ha semplicemente   dato una accelerata ad una via ormai tracciata.

Smart working, tele lavoro, telemedicina, didattica a distanza, non sono il nemico dell’umanità, sono uno degli strumenti che l’uomo usa per potenziare  le sue capacità.

Rifiutare tutto ciò  è come   ritenere che la stampa  a caratteri mobili inventata dal tedesco Johannes Gutenberg nel 1455  non era accettabile  in quanto  non paragonabile con la bellezza, la univocità, la espressività e creatività di quella amanuense.

La tecnologia non va idolatrata, ma neppure demonizzata, è uno degli strumenti in mano all’uomo e frutto della sua intelligenza.

In Francia da oltre un anno si tengono assemblee condominiali telematiche e nessuno si è meravigliato di ciò.

Invece di fare gli struzzi dovremmo  spingere per dotare il paese di infrastrutture idonee  e soprattutto  ottenere  corsi di formazione ricorrenti per coloro che, o per età, o per carenze culturali e sociali sono stati  esclusi.

Le associazioni della proprietà, dei conduttori, degli amministratori sapranno  essere al passo con i tempi o preferiranno ripiegare su posizioni conservatrici  e di nuovo luddismo?

Le obiezioni   alla tenuta delle assemblee on line  spesso sono  infondate.

Vediamone alcune:

  1. Si violerebbe la privacy in quanto vicino a chi è collegato in remoto potrebbe esserci un soggetto non autorizzato. Vero, ma la privacy la deve garantire anche  l’utente finale. Gli impiegati degli uffici delle entrate che lavorano in remoto? E i bancari e il medico che fa la diagnosi telefonica? E’ garantita la privacy in una assemblea, poco dignitosa (per condomini e amministratore), tenuta in un cortile  o i un sottoscala?
  2. Non tutti sono dotati di strumenti informatici e di  cultura idonea. Verissimo, ma basta organizzarsi e mettere i condomini in condizione di  associarsi in gruppi ristretti o allestire nello studio o nel condominio, per chi ha difficoltà,  delle postazioni guidate. Ci si rende conto che invece molti che fisicamente non potevano partecipare o perché residenti altrove o per impossibilità fisica con questi nuovi sistemi possono farlo?
  3. Il codice non lo prevede. Il codice non lo esclude e in ogni caso le norme emergenziali consentono assemblee on line per società, associazioni e fondazioni.
  4. Manca la giurisprudenza. Verissimo, ma non possiamo vivere di giurisprudenza, a volte  bisogna che  si diano ai giudici delle indicazioni operative. Voglio ricordare che  Antoni Scarpa  in via dottrinaria, magistrato di cassazione, ha ritenuto praticabile l’assemblea  telematica.

Sulla pronuncia della magistratura è significativo il riconoscimento della possibilità della conduzione di assemblea on line da parte di due giudici del Tribunale di Milano (ne pubblichiamo solo uno). Non sono due sentenze, ma si tratta di due  provvedimenti di delega al curatore fallimentare perché partecipi alla assemblea telematica dando indicazioni di voto specifiche compreso la modifica del regolamento in tal senso. Non è poco se si riflettere che si tratta di due giudici diversi e che le spese deliberate superavano il milione di euro.

Ecco la nuova sfida chi non la accoglie, con tutti i rischi connessi, rischia di restare fuori dal mercato.

CORSO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

Giovedì 2 Luglio , in collaborazione con il Giornale di Brescia è iniziato il corso di formazione e aggiornamento  su problemi condominiali.

E’ un corso di  8 lezioni di due ore , i relatori, avvocati, professionisti, esperti di ottimo livello, si alternano   nelle varie lezioni.

Il mio ruolo di responsabile scientifico  e di direttore del centro studi nazionale Abiconf, mi confina al ruolo di spalla, ruolo che svolgo volentieri lasciando ai giovani colleghi il lavoro più impegnativo.

Chi vuole può risentire le lezioni  sul link:  https://sala-libretti.giornaledibrescia.it/eventi/94

Il tema della prima lezione può sembrare  arido, non è così, si parla di documenti, scrittura privata, atto pubblico, prove del diritto.

Provate a sentire e vedrete che vi innamorerete del diritto

Le liti giudiziarie nel condominio, come evitare costi inutili.

Mediazione procedurale. Webinar  organizzato da APPC e  Medyapro

Anche nel nostro ordinamento giuridico è stata introdotta una procedura diretta alla risoluzione  delle controversie civili  con l’intento di deflazionare il carico dei tribunali civili italiani evitando così il ricorso autorità giudiziaria ordinaria e ciò con indubbi vantaggi  sia in termini di costi che, soprattutto, dei tempi necessari per addivenire alla soluzione della vertenza.

Questo istituto (ADR Alternative Dispute Resolution), di origine  anglosassone,  delega alle parti opportunamente assistite da un mediatore professionista, la possibilità di risolvere  vertenze che  hanno ad oggetto diritti disponibili.

E’ quindi  una procedura di soluzione delle liti che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe  assicurare una composizione della vertenza tramite soluzioni diverse da quelle comunemente ottenibili delle aule dei tribunali come ad esempio concessioni reciproche tra le parti  o inserimento nel novero della discussione anche elementi nuovi e diversi che possano convincere le parti ad adottare una soluzione alternativa di comune soddisfacimento. 

L’ordinamento giuridico italiano  ha recepito con il decreto legislativo 6 agosto 2015, n. 130 la direttiva ADR per i consumatori 2013/11/UE.

La procedura  di mediazione obbligatoria non esclude la possibilità di  accedere direttamente  al giudice naturale, ma se la vertenza è tra le materie  per le quali la mediazione è prevista come obbligatoria, il giudice adito  sospende la procedura e invita le parti  a  dare corso alla mediazione, l’esperimento del tentativo di mediazione  si configura come  requisito di procedibilità dell’azione civile ordinaria.

Il processo riprenderà solo  dopo l’eventuale   conclusione negativa del procedimento di mediazione.

Nell’ambito condominiale la mediazione  è prevista  e regolata dall’art 71 quater disp. att.  introdotto con la legge 220/12 di riforma del condominio

Sono  due le particolarità sul ricorso alla mediazione  introdotte con la riforma del condominio che è successiva,  ricordiamolo,  al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, ma antecedente alla norma successiva, DLgs. 130/15. La procedura  di mediazione in ambito condominiale  presuppone che l’amministratore,  anche se legittimato  attivamente e passivamente per le materie di sua competenza  in sede processuale ordinaria,   per acceder alla mediazione necessita di un mandato speciale fornito tramite apposita deliberazione assembleare assunta con la maggioranza di cui  al secondo comma dell’art. 1136 c.c.

Il secondo aspetto  è dato dalla natura stessa del condominio  come parte rappresentata dall’amministratore. Egli partecipa alla mediazione, ma nessuna decisione, nemmeno l’accettazione di un’eventuale proposta formulata da controparte, può esser da lui presa se non previo ulteriore mandato specifico dell’assemblea.

APPC  di Verona (Associazione Piccoli Proprietari Case) e  Medyapro  organizzano un Webinar  sul tema  Il Canone di Locazione  e la Mediazione al tempo del  Covid – 19.

Il tema specifico è quello della locazione e della conversione in legge  del  decreto 28/20.

L’evento con accesso libero tramite piattaforma Zoom si terrà il 6 luglio   alle 17,30 , partecipano  il dr. Massimo Moriconi magistrato del Tribunale di Roma, l’avv.to Simone Tagliaferro, farà da moderatore l’avv.to  Giuseppe Ruotolo.


allo studio la rateizzazione dei servizi essenziali

In un mio articolo sul Sole 24 Ore QC si riferisce di una disponibilità a valutare, da parte di A2A, la rateizzazione di alcuni servizi essenziali.

Un inverno al freddo senza luce, riscaldamento e gas questa  sarà la triste stagione che attende milioni di italiani.

I dati di  Banca d’Italia fanno emergere la prospettiva  di un autunno triste, il – 13% di Pil, i soggetti in difficoltà con il pagamento dei mutui sulla casa sono ormai  quasi  il 50%.

Gli utenti delle forniture di servizi essenziali quali energia elettrica, gas, riscaldamento, acqua ecc. non sono già ora in grado di pagare le bollette e rischiano il taglio delle forniture.

Immaginiamoci a  ottobre cosa succederà.

Le imprese produttive, le attività commerciali, i professionisti stentano a riaprire  in modo da coprire i costi di esercizio. Il governo sembra distribuire  denaro a tutti, ma arriva a pochi, e quel poco è sperperato per interventi assistenziali improduttivi e non indirizzato a creare le premesse dello sviluppo.

Molti imprenditori falliranno, tanti lavoratori  resteranno senza salario, non tutti sono dipendenti statali  o pensionati. Le ripercussioni però si faranno sentire anche per i gruppi apparentemente privilegiati quando mancheranno i versamenti dei contributi.

La decrescita, salvo che per i grillini, non sarà per nulla felice, un triste inverno si prepara.

Allora cosa fare? Ho lanciato una proposta modesta, ma praticabile.

Le multi utility – le società spesso a partecipazione pubblica che  forniscono  acqua, luce gas ecc –  facciano in modo da consentire, a tassi nulli, la rateizzazione dei debiti, aiutino gli utenti a   onorare il loro  debito.

L’apertura  di massima alla mia proposta di A2A, una delle maggiori multi utility lombarde (Milano  e Brescia), fa ben sperare.

Le associazioni della proprietà e i sindacati degli inquilini della provincia di Brescia giovedì mi hanno dato mandato di predisporre un documento unitario, ne sono onorato e mi rendo conto del grande  impegno che mi sono assunto. Nei prossimi giorni contatterò anche le altre associazioni di imprenditori e i sindacati di categoria.

Insieme, in modo serio, e salvaguardando i  bilanci delle società, si può riuscire a   evitare che  molti cittadini siano costretti a passare un inverno al freddo, al buio e senza servizi. Ne va della tenuta sociale di questo paese, ne va dei nostri figli.

L’accoglimento dell’ordine del giorno, formulato dalla deputata bresciana Simona Bordonali, che prevedeva anche  questa proposta,  da parte del governo,  dimostra che  si comincia a prendere coscienza della gravità della crisi e che il tempo sta per scadere.

di seguito l’articolo sul Quotidiano del Sole 24 CONDOMINIO

TELEASSEMBLEE APPROVATO ODG ALLA CAMERA

Avevamo sollecitato tre parlamentari donne bresciane perché si facessero portatrici della preoccupazione di tanti amministratori di immobili e di cittadini.
Solo la Simona Bordonali ci ha chiesto di essere documentata e si è impegnata, con successo, a far approvare un Ordine del giorno in merito dalla Camera.
Non so se poi il governo vi darà seguito nonostante l’impegno ufficiale di un voto unanime, ma ringraziamo l’onorevole Bordonali per averci aiutato a dare voce a chi oggi rischia di trovarsi privato di servizi vitali.
La ringraziamo per aver sollecitato una riforma di semplificazione normativa.
La crisi economica, che è seguita al Coronavirus, determinerà l’aumento delle morosità. Molti cittadini, sono quasi 30 milioni in Italia quelli che vivono in condominio, rischiano di restare senza servizi essenziali, senza acqua, luce, gas riscaldamento.

Chi paga dovrà pagare anche per i morosi, altrimenti i servizi comuni verranno tagliati e il conto corrente pignorato paralizzando tutto.
L’onorevole Simona Bordonali ha presenta un ordine del giorno alla camera per impegnare il governo a trovare una soluzione: sostegno alle famiglie e riforma delle norme che regolano il condominio. In particolare punta la sua attenzione anche su quorum deliberativi e modalità telematica di conduzione dell’assemblea.
Non solo, ma sostegno ai tanti inquilini che non riescono a pagare l’affitto perché privi di lavoro o le cui attività sono in crisi.
L’ordine del giorno di Simona Bordonali è stato approvato salvo la proposta della pre deduzione per le esecuzioni non fallimentari, ovviamente avrebbe disturbato gli interessi della grande finanza speculativa.

Il link dell’intervento alla camera della segretaria della Commissione Affari Costituzionali:  https://www.youtube.com/watch?v=_XYZRkyOvs4&t=118s

Articolo sul Quotidiano Condominio Web del Sole 24 Ore.

SINDACI MENO TASSE SULLA CASA

In data 26 Maggio sulle due edizioni del Corriere della Sera di Brescia e Bergamo un articolo del presidente Vincenzo Vecchio.
Il medesimo contenuto, ma con le foto, ovviamente diverse dei sindaci.
Nell’articolo si evidenziano le seguenti proposte:
1. Esenzione Tari e altre imposte locali per chi non ha potuto esercitare l’attività e anche per le case vacanza non utilizzabili.
2. Attivazione presso le società di erogazione di servizi essenziali di rateizzare in 5 anni le bollette con tasso di interesse simbolico.
3. Maggiore impegno a sostenere le locazioni e altro.

di seguito gli estratti dell’articolo nelle due edizioni di Brescia e Bergamo

Salviamo il paese aiutiamo i condomini a non sprofondare nel degrado


Oggi il Sole 24 Ore pubblica un mio contributo alla soluzione della crisi economica che colpirà in modo devastante il settore immobiliare e 12 milioni di famiglie.
Ora o mai più, a settembre sarà tardi.
In Italia in condominio vivono 28 milioni di cittadini.
In autunno, stante la caduta del prodotto interno lordo, alla disoccupazione enorme che ci colpirà, milioni di famiglie che vivono in condominio non solo sprofonderanno nella miseria, ma verranno privati di servizi essenziali: acqua, luce, riscaldamento, gas ecc.
Il giornale per cui scrivo ha ritenuto meritevole di attenzione la mia proposta, valutatela anche voi e datemi suggerimenti utili.
Che fare quindi?
E’ necessario un grande atto di solidarietà economica che faccia affidamento sulla salvaguardia del patrimonio immobiliare.
Nei condomìni vivono i proprietari degli immobili, ma anche tanti inquilini che avranno difficoltà non solo a pagare le spese comuni per godere dei servizi, ma anche i canoni di locazione.
In via immediata, entro l’inizio dell’estate, occorre lanciare un grande piano di prestito ai condomìni analogo a quello previsto per le imprese, ma che sia riferito alle spese condominiali per il 2020, 2021 e 2022.
Occorre sospendere, sino alla erogazione del prestito, tutti i pagamenti delle utenze essenziali (elettricità, acqua, gas e tutti quelli forniti dalle multi utility).
Lo Stato si dovrebbe fare garante di un prestito pari all’ammontare delle spese condominiali correnti per i servizi essenziali, importo desumibile dai rendiconti ordinari dell’ultimo biennio. Prestito di durata decennale concesso dalle banche a tasso zero.
Il rimborso delle quote, di natura parziaria in caso di morosità, non comporterebbe la responsabilità sussidiaria dei condòmini non in mora (virtuosi).
Lo Stato potrebbe ottenere, a garanzia, una ipoteca legale pari alla erogazione del prestito sul bene condominiale del singolo sino alla estinzione delle rate.
L’erogazione dovrebbe avvenire sulla base di una certificazione asseverata dall’amministratore di condominio attraverso una previsione basata sul bilancio storico del biennio precedente.
Il prestito, stante la non solidarietà e la non onerosità, dovrà essere obbligatorio per tutti i partecipanti al condominio e deliberato con la maggioranza di cui al comma 3 dell’art. 1136 c.c.
Le cifre stanziate dovranno essere rese disponibili in un conto corrente bancario segregato e finalizzato ai pagamenti dei fornitori e il prelievo consentito dei fondi solo su emissione di fattura elettronica, individuando semplici strumenti di verifica per evitare distrazione di risorse per altre finalità o il pignoramento da parte di terzi.
I vantaggi sarebbero enormi: si eviterebbe la miseria di milioni di famiglie, i fornitori verrebbero pagati e così eviterebbero di licenziare i dipendenti. I condomìni otterrebbero sconti sui corrispettivi avendo i fornitori la certezza di ricevere il pagamento.
Ora o mai più, a settembre sarà tardi.