Il blocco degli sfratti per morosità.

Il presidente di APPC Marco Evangelisti scrive una breve, ma significativa lettera, al Presidente Del Consiglio denunciando il tentativo di  traslare  sulle spalle dei piccoli proprietari, con norme di  dubbia costituzionalità,  la situazione spesso drammatica di alcuni inquilini.

Non è certo una novità lo scaricare sulla casa  i problemi del pagamento dei canoni.

Ci si dimentica però  che  l‘investimento immobiliare è frutto, per i piccoli proprietari, di  sacrifici e risparmi  impiegati  in un bene da cui ci si aspetta un reddito e che deve servire a  integrare  le disponibilità finanziarie  nel momento di bisogno.

Sono  soldi non spesi per divertirsi, per andare in ferie, per cene di lusso, per mantenere amanti,  per auto di grossa cilindrata. E’ denaro frutto del lavoro, risparmio impiegato per far crescere l’economia del paese  e spesso è una risorsa per evitare di  dover sopravvivere  solo con una pensione minima da fame.

Una proroga  delle locazioni e un impedimento ad ottenere quanto dovuto per canoni è un atto espropriativo della proprietà, uno schiaffo a chi ha risparmiato e creduto nel diritto.

Purtroppo la storia  ha avuto  spesso   norme analoghe,  papa  Paolo III  in occasione dell’anno Santo del 1550, Carlo III di Borbone nel 1772, Filippo secondo di Spagna …..

La storia si ripete, ma come tragedia per i piccoli proprietari sulle cui spalle viene posto il problema della difficoltà a pagare i canoni da parte di alcuni inquilini. Una norma  quella della proroga e del blocco dello sfratto che rischia  di essere punitiva  e nello stesso tempo a  vantaggio per i soliti furbi della morosità.

Le difficoltà economiche dei conduttori vanno  sostenute non  privando i proprietari del canone, ma  con un intervento sostitutivo dello stato:  il bisogno dei meritevoli va socializzato, non lasciato sulle spalle dei risparmiatori. Non solo, ma sul canone non riscosso lo stato continua a incassare le tasse: il proprietario paga  su ciò che non riceve, una vera rapina.

C’è una norma che non è stata applicata, mi riferisco all’art. 1 comma 3 della legge 431/98 che consente,  in  deroga  alla stessa legge,  l’applicazione della disciplina  prevista dall’art.  1571 c.c.

Gli enti locali dovrebbero  farsi   parte  attiva nello sfruttare questa possibilità  evitando così sia il sorgere di conflitti sociali   e che   vengano avvantaggiati soggetti non bisognosi a danno dei piccoli proprietari. 

Vincenzo Vecchio