allo studio la rateizzazione dei servizi essenziali

In un mio articolo sul Sole 24 Ore QC si riferisce di una disponibilità a valutare, da parte di A2A, la rateizzazione di alcuni servizi essenziali.

Un inverno al freddo senza luce, riscaldamento e gas questa  sarà la triste stagione che attende milioni di italiani.

I dati di  Banca d’Italia fanno emergere la prospettiva  di un autunno triste, il – 13% di Pil, i soggetti in difficoltà con il pagamento dei mutui sulla casa sono ormai  quasi  il 50%.

Gli utenti delle forniture di servizi essenziali quali energia elettrica, gas, riscaldamento, acqua ecc. non sono già ora in grado di pagare le bollette e rischiano il taglio delle forniture.

Immaginiamoci a  ottobre cosa succederà.

Le imprese produttive, le attività commerciali, i professionisti stentano a riaprire  in modo da coprire i costi di esercizio. Il governo sembra distribuire  denaro a tutti, ma arriva a pochi, e quel poco è sperperato per interventi assistenziali improduttivi e non indirizzato a creare le premesse dello sviluppo.

Molti imprenditori falliranno, tanti lavoratori  resteranno senza salario, non tutti sono dipendenti statali  o pensionati. Le ripercussioni però si faranno sentire anche per i gruppi apparentemente privilegiati quando mancheranno i versamenti dei contributi.

La decrescita, salvo che per i grillini, non sarà per nulla felice, un triste inverno si prepara.

Allora cosa fare? Ho lanciato una proposta modesta, ma praticabile.

Le multi utility – le società spesso a partecipazione pubblica che  forniscono  acqua, luce gas ecc –  facciano in modo da consentire, a tassi nulli, la rateizzazione dei debiti, aiutino gli utenti a   onorare il loro  debito.

L’apertura  di massima alla mia proposta di A2A, una delle maggiori multi utility lombarde (Milano  e Brescia), fa ben sperare.

Le associazioni della proprietà e i sindacati degli inquilini della provincia di Brescia giovedì mi hanno dato mandato di predisporre un documento unitario, ne sono onorato e mi rendo conto del grande  impegno che mi sono assunto. Nei prossimi giorni contatterò anche le altre associazioni di imprenditori e i sindacati di categoria.

Insieme, in modo serio, e salvaguardando i  bilanci delle società, si può riuscire a   evitare che  molti cittadini siano costretti a passare un inverno al freddo, al buio e senza servizi. Ne va della tenuta sociale di questo paese, ne va dei nostri figli.

L’accoglimento dell’ordine del giorno, formulato dalla deputata bresciana Simona Bordonali, che prevedeva anche  questa proposta,  da parte del governo,  dimostra che  si comincia a prendere coscienza della gravità della crisi e che il tempo sta per scadere.

di seguito l’articolo sul Quotidiano del Sole 24 CONDOMINIO

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